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Una grande passione per il cinema, un’energia contagiosa e una determinazione che ha conquistato l’intera troupe. Andrea Aggio, 12 anni, ha fatto il suo esordio sul grande schermo nel film “I figli della scimmia” del regista Tommaso Landucci, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e proiettato in prima nazionale a Torino il 15 settembre.
Andrea ha interpretato il ruolo di Enrico, un adolescente con disabilità, affiancando Riccardo Scamarcio in un’opera che esplora in profondità l’essenza della genitorialità, il delicato equilibrio tra amore, cura e le aspettative che ogni genitore nutre nei confronti dei propri figli.
Tutto è iniziato con un contatto telefonico. Fin dalle prime fasi, la produzione ha dimostrato una grande sensibilità, modificando la sceneggiatura per avvicinarla alle reali abilità di Andrea e attivandosi per rendere l’ambiente del set confortevole e adatto alle sue esigenze.
Fondamentale la sintonia che è nata da subito con Riccardo Scamarcio. L’ attore si è immerso nella quotidianità della famiglia, creando un legame profondo con Andrea: “È stato un lavoro intenso: con Andrea abbiamo instaurato fin da subito un rapporto di grande complicità e gioco. Siamo stati dei colleghi, dei ‘partner in crime’. È stato bravissimo a tenere i tempi del set, ha capito come modulare e gestire le sue emozioni. Lavorare con Andrea è stata un’opportunità incredibile, ha un’energia pazzesca.”
Scamarcio, che alla Mostra del Cinema di Venezia ha voluto condividere il suo premio come miglior attore nella sezione Orizzonti proprio con Andrea, ha raccontato come sul piano emotivo sia stata un’esperienza molto impattante: “La bellezza di questo film è nell’autenticità con la quale viene raccontato questo padre, nel delicato rapporto con suo figlio e con suo nipote. A volte le cose semplici sono le più difficili da portare sullo schermo, ma anche le più potenti.”
Per la famiglia Aggio il film ha saputo raccontare con profonda verità la quotidianità di chi assiste un figlio con disabilità complessa: “Ci siamo ritrovati come caregiver in quei piccoli dettagli di tutti i giorni, come il mal di schiena e la necessità di stare in forma per offrire supporto”.
L’attrice Lidiya Liberman, che interpreta la madre di Enrico nel film, ha trascorso del tempo con Sonia per prepararsi, condividendo momenti intimi e racconti delicati, come il ricordo della prima crisi epilettica di Andrea a quattro anni.
“Il primo pensiero per noi genitori rispetto al film era che questa sarebbe stata una bella opportunità per Andrea per imparare cose nuove e acquisire nuove autonomie”, raccontano i genitori, Luca e Sonia. “Ha lavorato molto sulle emozioni, sul rispetto dei tempi e dei silenzi, è stato un bel training per lui.”
“Eravamo molto attenti ai momenti di frustrazione sul set legati alla comunicazione, che non si creassero delle incomprensioni con la troupe: Andrea riesce a comunicare con le persone che conosce bene e a volte può essere complicato anche per noi. Grazie ad un ottimo lavoro preparatorio sia il regista che gli attori sono riusciti a creare un legame profondo. Questa esperienza è stata uno scambio tra due mondi, molto arricchente per tutti noi.”
“Al Festival di Venezia ho sentito la meraviglia di vedere finalmente rappresentata la disabilità, senza pietismo”, ha sottolineato Sonia, ricordando con commozione il primo ciak di Andrea: un pianto di pura gioia nel realizzare che quel sogno stava accadendo davvero.
Ma l’avventura cinematografica ha coinvolto l’intera famiglia. Manuela, la sorella di Andrea (che ha festeggiato i suoi 17 anni proprio sul set), ha iniziato a frequentare il set per un progetto di alternanza scuola-lavoro come mediatrice tra Andrea e la troupe, per poi essere selezionata per recitare nel ruolo di Laura. “Io e Andrea abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto, gli ho sempre voluto un bene dell’anima ma questa esperienza insieme lo ha rafforzato ancora di più”, ha raccontato Manuela, colpita dalla grande dedizione professionale del fratello, che esigeva di rivedere le sue scene sul monitor e chiedeva di rifarle se non era soddisfatto.
Ne “I figli della scimmia” la vita di Dario (Riccardo Scamarcio) e della moglie Ginevra (Lidiya Liberman) ruota intorno al figlio Enrico (Andrea Aggio), in una quotidianità fatta di cure, pomeriggi in piscina, scuola e momenti in famiglia. L’equilibrio di Dario vacilla quando instaura un legame sempre più stretto con il nipote adolescente Giacomo, con cui ha la possibilità di condividere passioni e vivere momenti di complicità che gli sembrano preclusi con il figlio Enrico.
Al centro del lungometraggio non c’è la disabilità intesa come oggetto di compassione, ma la comunicazione familiare e il conflitto intimo di un padre tra il figlio “reale” (Enrico) e il figlio “immaginato” (proiettato sul nipote Giacomo).
Il regista Tommaso Landucci, che ha saputo creare una comunicazione efficace con Andrea, ha voluto ribaltare i pregiudizi: “Il nostro scopo era raccontare questa storia senza essere didascalici o pietistici. Non avendo una dimestichezza e una profondità di conoscenza del mondo della disabilità, poter avere una famiglia con cui confrontarmi, Andrea che suggeriva delle scene e la possibilità di riscrivere quelle scene in base ai suoi suggerimenti, è stato fondamentale.” I dispetti che Enrico fa al padre Dario nella prima scena del film, ad esempio, sono un’idea dello stesso Andrea, presi in prestito dal suo rapporto quotidiano con il papà Luca.
Dopo l’emozionante red carpet alla Mostra del Cinema di Venezia, dove Andrea è stato accolto tra gli applausi, martedì 15 settembre si è tenuta al Cinema Reposi di Torino l’anteprima nazionale del film, per una serata speciale alla presenza del cast.
“Questa serata è stata più emozionante di Venezia per noi”, ha dichiarato la famiglia Aggio al termine della proiezione. “Avevamo tanti amici in sala, i colleghi e le colleghe, le famiglie che abbiamo conosciuto grazie a Paideia”.
Questa prima esperienza cinematografica per Andrea si è rivelata una straordinaria palestra di autonomia e consapevolezza. Terminati i ciak, Andrea sente già la mancanza dell’energia del set e di tutta la troupe, ma il suo sguardo è già rivolto al futuro e al suo prossimo grande traguardo: scrivere e produrre un film con Ficarra e Picone.
Grazie ad Andrea, Sonia, Manuela e Luca Aggio per aver condiviso con noi questa esperienza e grazie a Tommaso Landucci, Riccardo Scamarcio e Film Commission Torino Piemonte.
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“I figli della scimmia” è un film di Tommaso Landucci con Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alesi, Andrea Aggio, Tancredi Naldini, Lidiya Liberman, Cristina Odasso e con Luigi Diberti.
Soggetto e sceneggiatura di Tommaso Landucci e Damiano Femfert.
Al cinema da giovedì 17 settembre 2026.