Cosa facciamo

Operatori culturali per l’inclusione

Perché i musei possano sempre più diventare luoghi di conoscenza, aggregazione e inclusione, abbattendo le barriere culturali.

Operatori culturali per l’inclusione

Operatori culturali per l’inclusione è la nuova denominazione del progetto Operatori museali e disabilità nato nel 2012 dalla collaborazione con Fondazione CRT per offrire attività formative rivolte agli operatori dei servizi museali, al fine di favorire la cultura dell’accoglienza e dell’inclusione dei visitatori, con particolare riguardo alle persone con disabilità.

La scelta della nuova denominazione, formulata sulla base delle sollecitazioni degli operatori stessi mediante l’approccio partecipativo da sempre alla base del progetto, risponde alla volontà di richiamare i contenuti e le prospettive attuali del progetto e allo stesso tempo rispecchiare l’ampiezza del target al quale le attività si rivolgono. Dal 2019, infatti, possono prendere parte alle attività formative gli operatori di tutte le realtà culturali, non soltanto più quelle museali. Complessivamente hanno aderito al progetto finora oltre 1100 operatori provenienti da quasi 300 realtà, tra musei e servizi della cultura del territorio nazionale.

Il progetto mira ad una formazione specifica finalizzata ad abbattere le barriere dal punto di vista relazionale e comunicativo prima ancora che strutturale. Per questo si sviluppano percorsi che consentono una reale implementazione delle capacità e delle competenze relazionali dei partecipanti nell’accoglienza dei visitatori con disabilità e con bisogni particolari.

Dal gennaio 2012 al dicembre 2021 abbiamo realizzato

Gli obiettivi

Migliorare la conoscenza delle disabilità

Quando si parla di disabilità si tende a includere nella medesima categoria caratteristiche talvolta distanti le une dalle altre, che richiedono approcci relazionali completamente diversi. Conoscere le diverse disabilità e le rispettive esigenze è il primo passo per migliorare la consapevolezza e superare idee errate o pregiudizi. Per questo cerchiamo di arricchire e contaminare con nuovi stimoli gli operatori, perché interpretino con sempre più attenta professionalità il loro ruolo di luoghi di accoglienza, inclusione e benessere per tutti.

Operatori culturali per l’inclusione
Operatori culturali per l’inclusione

Gestire meglio la comunicazione verso tutti i visitatori

Soddisfare esigenze specifiche adeguando le competenze relazionali, di comunicazione e di accoglienza del luogo di cultura, ovvero qualificare gli operatori in tal senso, rende la struttura nel complesso più flessibile e capace di gestire meglio la comunicazione verso tutti i pubblici, massimizzando la fruibilità e la partecipazione degli stessi.

Qualificare la comunicazione pubblica

La percezione che emerge da un’esperienza di visita contribuisce a costruire l’opinione generale anche sulla città e sul territorio nel suo complesso. Tale percezione dipende anche dagli elementi immateriali di comunicazione e interazione con le persone che si incontrano e, spesso, è ciò che determina il grado di accoglienza di un luogo o di una struttura, lasciandone un ricordo buono o cattivo a seconda dei casi. Interagire correttamente con le persone con disabilità è un elemento chiave per una comunicazione pubblica corretta ed efficace.

Operatori culturali per l’inclusione
Operatori culturali per l’inclusione

Come si svolge il percorso?

Gli operatori possono partecipare a corsi di base gratuiti finalizzati all’arricchimento delle conoscenze in merito alla disabilità (approcci, classificazione, integrazione) nonché anche alla sollecitazione di competenze relazionali più complesse (la teoria e le tecniche di comunicazione e di accoglienza, la comunicazione efficace per la relazione, il rapporto visitatore-operatore, la gestione dello stress da accoglienza). Vengono inoltre presentate diverse best practice, accompagnate da testimonianze di operatori museali provenienti da musei del territorio torinese che hanno preso parte ai corsi nelle edizioni precedenti.

Il percorso propone uno stile interattivo, con modalità didattico-formative che favoriscono l’apprendimento dall’esperienza e il coinvolgimento diretto dei partecipanti attraverso esercitazioni pratiche, case study co-progettati con i destinatari stessi dei percorsi, lavori di gruppo e simulazioni.

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Gabriella

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