Operatori culturali per l’inclusione

Cosa facciamo

Operatori culturali per l’inclusione

Perché i musei possano sempre più diventare luoghi di conoscenza, aggregazione e inclusione, abbattendo le barriere culturali.

Operatori culturali per l’inclusione

Operatori culturali per l’inclusione è un progetto sviluppato in collaborazione con Fondazione CRT al fine di incrementare le conoscenze e le competenze relazionali e professionali negli operatori dei servizi della cultura, contribuendo così alla disseminazione della cultura dell’accoglienza e dell’inclusione dei visitatori, con particolare riguardo alle persone con disabilità e/o con bisogni particolari.

Avviato nel 2012 con la denominazione di Operatori museali e disabilità, nel 2022 ha assunto un nuovo naming per rendere ancor più espliciti i contenuti e le prospettive valoriali di riferimento, allo stesso tempo richiamando l’ampiezza del target al quale le attività formative si rivolgono. Dal 2019 infatti prendono parte alle attività formative gli operatori culturali in senso ampio, non più soltanto impegnati in contesti museali.

Complessivamente hanno aderito al progetto finora oltre 1300 operatori provenienti da 470 realtà, tra musei e servizi della cultura del territorio nazionale.

Il progetto mira ad una formazione specifica finalizzata ad abbattere le barriere dal punto di vista relazionale e comunicativo prima ancora che strutturale. Per questo si sviluppano percorsi che consentono una reale implementazione delle capacità e delle competenze relazionali dei partecipanti nell’accoglienza dei visitatori con disabilità e con bisogni particolari.

Dal 2012 al 2023 abbiamo realizzato

Gli obiettivi

Migliorare la conoscenza delle disabilità

Quando si parla di disabilità si tende a includere nella medesima categoria caratteristiche talvolta distanti le une dalle altre, che richiedono approcci relazionali completamente diversi. Conoscere le diverse disabilità e le rispettive esigenze è il primo passo per migliorare la consapevolezza e superare idee errate o pregiudizi. Per questo cerchiamo di arricchire e contaminare con nuovi stimoli gli operatori, perché interpretino con sempre più attenta professionalità il loro ruolo di luoghi di accoglienza, inclusione e benessere per tutti.

Operatori culturali per l’inclusione
Operatori culturali per l’inclusione

Gestire meglio la comunicazione verso tutti i visitatori

Soddisfare esigenze specifiche adeguando le competenze relazionali, di comunicazione e di accoglienza del luogo di cultura, ovvero qualificare gli operatori in tal senso, rende la struttura nel complesso più flessibile e capace di gestire meglio la comunicazione verso tutti i pubblici, massimizzando la fruibilità e la partecipazione degli stessi.

Qualificare la comunicazione pubblica

La percezione che emerge da un’esperienza di visita contribuisce a costruire l’opinione generale anche sulla città e sul territorio nel suo complesso. Tale percezione dipende anche dagli elementi immateriali di comunicazione e interazione con le persone che si incontrano e, spesso, è ciò che determina il grado di accoglienza di un luogo o di una struttura, lasciandone un ricordo buono o cattivo a seconda dei casi. Interagire correttamente con le persone con disabilità è un elemento chiave per una comunicazione pubblica corretta ed efficace.

Operatori culturali per l’inclusione
Operatori culturali per l’inclusione

Come si svolge il percorso?

Gli operatori possono partecipare a corsi di base gratuiti finalizzati all’arricchimento delle conoscenze in merito alla disabilità (approcci, classificazione, integrazione) nonché anche alla sollecitazione di competenze relazionali più complesse (la teoria e le tecniche di comunicazione e di accoglienza, la comunicazione efficace per la relazione, il rapporto visitatore-operatore, la gestione dello stress da accoglienza). Vengono inoltre presentate diverse best practice, accompagnate da testimonianze di operatori museali provenienti da musei del territorio torinese che hanno preso parte ai corsi nelle edizioni precedenti.

Il percorso propone uno stile interattivo, con modalità didattico-formative che favoriscono l’apprendimento dall’esperienza e il coinvolgimento diretto dei partecipanti attraverso esercitazioni pratiche, case study co-progettati con i destinatari stessi dei percorsi, lavori di gruppo e simulazioni.

10 anni di attività

Nel 2021 – in occasione del decennale del progetto – è stato condotto un articolato lavoro di ricerca sull’impatto generato dalle attività formative svolte dal 2012 al 2021, non solo per tracciare un bilancio sui risultati raggiunti ma anche per definire un percorso innovativo in termini di obiettivi e di contenuti, verso cui indirizzare l’operatività del futuro.
Gli obiettivi raggiunti, riconosciuti dai partecipanti indipendentemente dal ruolo ricoperto nell’istituzione culturale, sono accomunati dalla parola “cambiamento”, in termini di forma mentis rispetto alla visione della disabilità e in termini di cultura organizzativa rispetto ai temi dell’inclusione e dell’accoglienza.
L’indagine ha consentito di raccogliere alcune suggestioni sulle possibili azioni future, nell’ottica di una estensione ad altre realtà culturali attraverso la tessitura di relazioni con il Ministero della Cultura, la formazione costante on boarding del personale, il commitment delle direzioni e delle istituzioni, lo scambio di best practice, e altro ancora.

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Gabriella

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