Quali sono i piatti preferiti di Piero e Alberto Angela?

Qual è il segreto del tiramisù di Francesco Totti?

Che cosa ricordano i tortellini a Gianni Morandi?

Come si è “convertito” Fabio Volo dal taleggio alla quinoa?

Che cosa ama mangiare Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, appena arriva in Egitto?

Quale ricetta ha insegnato “nonno Rodolfo” a Rudy Zerbi?

 

Cucina e solidarietà: sono questi gli ingredienti vincenti per unire 80 personaggi famosi legati al mondo dello spettacolo, della cultura, della musica e dello sport che hanno raccontato la loro ricetta del cuore per la realizzazione del libro “Cuochi si nasce, famosi si diventa”, un’iniziativa solidale a favore della Fondazione Paideia.

Il libro, disponibile online con un’offerta a partire da 20 euro (+ 5 euro per spese di spedizione), raccoglie le ricette di cucina preferite da molti personaggi noti al grande pubblico: perché le sanno cucinare alla perfezione, perché ricordano la loro infanzia o semplicemente perché meglio rappresentano il loro stile di vita o le loro abitudini alimentari.

Tante ricette classiche e dal sapore tipicamente familiare, come i tortellini, il minestrone, il ciambellone, fino alle più complesse come la torta pasqualina, il bollito alla piemontese e la ribollita. Non mancano le sorprese “d’autore”: il wafer di fegatini toscani e un’inedita tartare di tonno con frutta mista.

L’intero ricavato dell’iniziativa sarà devoluto alla costruzione del Centro Paideia di Torino, un polo di 3000 metri quadrati per la riabilitazione infantile e uno spazio di inclusione e socializzazione per le famiglie che verrà completato entro il 2018.

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Il Centro Paideia di Barisciano (AQ) è stato inaugurato nel 2010, a seguito del violento terremoto che ha colpito l’Abruzzo l’anno precedente. La struttura per l’infanzia, la cui costruzione è terminata nel mese di dicembre 2009, è un edificio antisismico di 115 metri quadrati, realizzato garantendo i massimi standard di sicurezza. Completamente accessibile, è stato costruito secondo criteri di architettura bioclimatica, con materiali ecologici.

L’inaugurazione ufficiale è stata organizzata nel mese di febbraio 2010, con una giornata dedicata ai bambini e alle famiglie: giochi e laboratori sono stati realizzati dagli operatori di PAIDEIA e da un numeroso gruppo di volontari, con il coinvolgimento di oltre settanta famiglie e delle istituzioni locali.

La gestione è oggi affidata ai servizi del territorio, che utilizzano il Centro per iniziative educative, culturali e aggregative per sostenere genitori e bambini in un ritorno sereno alla quotidianità.

In occasione del terremoto che nel maggio 2012 ha colpito le popolazioni dell’Emilia Romagna, la Fondazione Paideia, in collaborazione con il Centro per le Famiglie del Comune di Ferrara e il Centro per le Famiglie dell’Unione Terre d’Argine, ha promosso “Paideia per l’Emilia”, raccolta fondi per l’acquisto di “ludotende” destinate ai bambini che vivono nelle zone segnate dal sisma.

Grazie alla generosità di numerosi donatori sono state allestite due “Ludotende” per i bambini di Rovereto sulla Secchia e Novi di Modena. L’installazione delle tensostrutture ha costituito una risposta immediata e un’occasione ricreativa dopo gli eventi sismici che hanno colpito duramente il territorio, rendendo inagibili tutte le strutture scolastiche ed educative. Durante l’estate le “Ludotende” hanno ospitato oltre 100 bambini dai 3 ai 13 anni, con attività educative e ludiche pensate per i loro bisogni di crescita e per ritornare al più presto alla normalità.

Le “Ludotende”, oltre a soddisfare le necessità legate all’emergenza, per le loro caratteristiche tecniche potranno essere utilizzate in modo permanente come centro di aggregazione giovanile. A fianco delle tensostrutture sono stati inoltre installati servizi igienici accessibili anche per le persone con disabilità.

La Fondazione Paideia ha sviluppato il progetto “La città che ascolta i bambini” nel territorio chierese con l’intenzione di dare risposte alle esigenze e ai bisogni dei bambini e delle famiglie. L’ipotesi di fondo è che sia possibile identificare, a partire da un’analisi della condizione di vita dei bambini, strategie di prevenzione e supporto ai bambini e alle loro famiglie per la crescita del benessere di tutto il nucleo familiare.

Le finalità del progetto sono, quindi, il miglioramento delle condizioni di vita dei bambini, il potenziamento del ruolo della famiglia e il coinvolgimento attivo della comunità locale intorno ai temi dell’infanzia.

Il progetto, nella sua totalità, è stato definito insieme al Consorzio dei Servizi Socio Assistenziali del Chierese e realizzato in collaborazione con l’ASL TO 5, attraverso un tavolo di lavoro cui hanno partecipato anche il Coordinamento delle scuole primarie e secondarie di primo grado e i nidi del chierese.

Il percorso si è articolato in due fasi: la prima dedicata all’analisi delle condizioni di vita dei bambini e delle famiglie del territorio chierese, attraverso la raccolta di percezioni e opinioni di bambini, genitori, insegnanti, operatori, associazioni (con l’uso di diversi strumenti di ricerca: interviste, questionari, focus group, ecc.); la seconda dedicata allo sviluppo di esperienze concrete per migliorare la vita dei bambini e delle famiglie del chierese, attraverso la promozione di un bando per microprogetti tra famiglie e nella scuola.

Nell’ottobre del 2009, Torino è stata sede di due importanti tavoli di lavoro sul tema della disabilità: la IIIa Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità, organizzata dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con la Città di Torino e il forum internazionale Global Partnership for Disability and Development, organizzato da Fondazione CRT, World Bank e Ministero degli Affari Esteri.

In quell’occasione, otto fotografi hanno accolto l’invito di PAIDEIA a partecipare a una mostra fotografica sulla disabilità, tema che ogni artista ha indagato secondo la propria sensibilità. I quaranta scatti realizzati sono stati esposti in piazza Carignano, in una mostra che è diventata il filo conduttore del programma Open To All.

Gioco, infanzia, famiglia, relazioni affettive, esperienze sportive, realtà dell’associazionismo e del volontariato: sguardi diretti e delicati sul tema della disabilità, con sfumature diverse e complementari, in un percorso di conoscenza, condivisione e approfondimento.

To.is Creativity Workshop è un evento internazionale che ha avuto luogo a Torino dal 15 al 28 ottobre 2008, realizzato dalla Fondazione Paideia in partnership con l’Associazione Berlinese Foerdern durch Spielmittel, con il patrocinio delle Commissioni Italiana e Tedesca dell’Unesco, della Città di Torino, del Segretariato Sociale Rai e il coinvolgimento di numerose realtà torinesi. L’evento è inoltre stato inserito nel programma di “Turin2008 World Design Capital”.

Venti partecipanti, provenienti da paesi diversi e con professionalità eterogenee – designer, architetti, artisti, pedagogisti, terapisti, psicologi – sono stati selezionati da una commissione di esperti tra oltre 120 domande.

Per due settimane i professionisti selezionati hanno operato in stretta relazione fra loro, incontrando bambini con disabilità diverse al fine di progettare e realizzare giochi belli, accattivanti e di facile realizzazione, idonei anche a perseguire finalità riabilitative in modo ludico. Un team di tutor e modellisti ha accompagnato il gruppo di lavoro nella realizzazione dei prototipi.  I giochi realizzati sono stati esposti in una mostra aperta al pubblico dal 28 al 31 ottobre 2008. To.is Creativity Workshop si è sviluppato attraverso una struttura complessa e dinamica, che ha previsto l’alternanza di momenti di carattere tecnico-pratico e momenti maggiormente dedicati alla riflessione e al confronto.

Il progetto “Stazione Regina – Casa Ugi” nasce dalla ristrutturazione della stazione nord della monorotaia di Italia ’61 concessa all’UGI in comodato d’uso ventennale dal Comune di Torino e ristrutturata con la collaborazione di Fondazione PAIDEIA onlus e il contributo della Compagnia di San Paolo.

La struttura, inaugurata nel 2006, dispone di 22 minialloggi autonomi e indipendenti, di un’ampia e luminosa sala giochi, di un giardino attrezzato, di aule didattiche, di una sala convegni, oltre ad alcuni locali adibiti a servizi per le famiglie. Le unità abitative sono destinate gratuitamente ai bambini e ai ragazzi oncoematologici (non residenti a Torino) e ai loro accompagnatori, durante il periodo di terapia svolto presso il Centro dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.

Un gruppo di volontari assicura ogni giorno momenti di gioco o aiuto scolastico ai bambini ospiti della Casa. Ai genitori vengono offerte occasioni di incontro, di sostegno e di calorosa vicinanza, così da consentire loro di superare un’esperienza particolarmente difficile.

Cicala Mirella, Gibellato Cristina Carthusia Edizioni, Milano 2010; progetto a cura di Armando Buonaiuto, Giorgia Salvadori

Nell’ottobre del 2008 Fondazione PAIDEIA ha organizzato, con l’associazione berlinese F.d. Spielmittel, To.is un workshop internazionale rivolto a 20 artisti e designers provenienti da tutto il mondo. Ospiti di Fondazione Paideia, questi creativi hanno lavorato per ideare e realizzare giocattoli destinati a bambini con disabilità. Fondazione Paideia ha scelto di condividere quell’esperienza e di raccontarla attraverso i toni della favola e la magia delle illustrazioni, con un libro dedicato a tutti i bambini.

Scritto da Mirella Cicala, con le illustrazioni di Cristina Gibellato, “STORIA CURIOSA DI RE, PRINCIPI E INVENTAGIOCHI” rappresenta un modo originale per parlare di disabilità e inclusione. Seguiteci nel fantastico regno di Tortolonia e viaggerete insieme a noi alla scoperta del magico degli mondo degli Inventagiochi! Il libro, edito da Carthusia, è in vendita in libreria. Oltre al libro, Paideia e Carthusia hanno realizzato un simpatico gioco da tavolo con il quale i bambini, divertendosi, avranno modo di sperimentarsi nelle diverse “specialità”. Il kit Gioco + Libro può essere richiesto presso la Fondazione Paideia.

AA.VV. supplemento al nr. 10/2009 di Animazione Sociale, Torino

Spesso si dice che gli operatori sociali lavorano in trincea, a testa bassa, e non fanno sentire la propria voce e quella delle persone che rappresentano né agli amministratori né agli altri cittadini.
Con questa ricerca abbiamo dato parola a chi lavora ogni giorno con i bambini in difficoltà, per consentire di rialzare la testa e affermare il proprio punto di vista a partire dall’esperienza concreta.
Lungo il percorso abbiamo valorizzato gli elementi di riflessione e di discussione, come proposta autorevole e pensata, perché vogliamo che l’agenda politica prenda atto dei problemi dei bambini e li riporti al centro della propria agenda.

Come dice Baricco, un libro è utile se porta nuove energie, voglia di fare e di cambiare, nelle vite di chi lo legge.
Lo stesso crediamo valga per le ricerche. E in effetti, nel corso di due anni, la domanda iniziale che ha ispirato il lavoro di ricerca: “Chi sono oggi i bambini in difficoltà?” si è articolata e arricchita di ulteriori elementi dando vita, come vedremo, a ulteriori piste di riflessione e di lavoro.