Costruire il domani partendo dai desideri: il viaggio di “Abitare il futuro”

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Costruire il domani partendo dai desideri: il viaggio di “Abitare il futuro”

Negli ultimi mesi, il territorio della provincia di Cuneo è stato attraversato da un viaggio straordinario fatto di ascolto, confronto e, soprattutto, partecipazione reale. “Abitare il futuro: diritti, partecipazione e progetto di vita nella nuova riforma” non è stato il classico ciclo di incontri formali, ma un vero e proprio laboratorio a cielo aperto nato per accogliere e capire insieme la riforma sulla disabilità (introdotta dalla Legge 227/2021 e attuata con il Decreto Legislativo 62/2024).

L’iniziativa, sostenuta e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (CRC) all’interno del programma “Autonomia e disabilità”, è stata co-progettata insieme agli Enti gestori dei servizi socio assistenziali del territorio cuneese, le ASL, il Terzo Settore e con la partecipazione attiva di Fondazione Paideia.

L’obiettivo? Semplice ma ambizioso: far atterrare le nuove norme nella vita di tutti i giorni.

Un cammino in due tappe: prima l'ascolto, poi la pratica

La prima fase è stata quella dell’ascolto e della mappatura dei bisogni: per fare questo a dicembre 2025 abbiamo iniziato incontrando famiglie, scuole, operatori sociosanitari e associazioni del territorio.

Dalle voci dei partecipanti a questi 5 focus group è emerso un quadro sincero, in bilico tra la soddisfazione di un nuovo modo di intendere la disabilità — più attento ai desideri e all’indipendenza delle persone — e la paura concreta di complicazioni burocratiche o mancanza di fondi per tradurre la normativa in realtà.

In particolare, sono emersi quattro nodi da sciogliere: la fatica di capire le regole, le difficoltà che possono sorgere nei momenti di cambiamento (come quando si finisce la scuola), la preoccupazione per le risorse economiche a disposizione, il peso sulle spalle delle famiglie, divise tra il desiderio di progettare il domani e la fatica quotidiana della cura, spesso in solitudine.

Queste preoccupazioni sono diventate una bussola per dare vita a una seconda fase pratica: un ciclo di incontri aperti alla cittadinanza per costruire insieme un lessico comune dei desideri e dei diritti, partendo dalla riflessione su quattro temi in particolare: desiderio, valutazione, autonomia e progetto di vita.

L'energia dell'incontro: la tappa a Caramagna Piemonte

Un esempio perfetto di questa energia si è vissuto nell’incontro di venerdì 10 aprile 2026, nella bella cornice della Fattoria Sociale Paideia a Caramagna Piemonte. È stata una giornata di confronto nata per accorciare le distanze tra le regole scritte e la quotidianità delle persone, che ha riunito operatori e operatrici sociali, associazioni, famiglie e persone con disabilità.

I lavori si sono aperti con il benvenuto di Fabrizio Serra, Segretario Generale di Fondazione Paideia, che ha introdotto il senso dell’iniziativa. Sotto la guida attenta della moderatrice Stefania De Paoli, il pubblico ha potuto ascoltare le storie, le fatiche e i sogni di Stefania, Aurora, Chiara, Paolo e Miriam. 

“Una delle cose più importanti è cercare sempre, in ogni momento, di ascoltare la voce delle persone, dei ragazzi e delle ragazze con disabilità, cercando di capire nel profondo quali siano i loro veri desideri, i sogni, le speranze, mettendoci in secondo piano per fare spazio a una relazione di ascolto davvero capace di guidarci” ha affermato Aurora Rubiolo, Presidente dell’associazione Airone Odv.

L’evento ha visto anche l’intervento di Enrico Giraudo, Direttore Generale del Consorzio Monviso Solidale, che ha ricordato come il lavoro di preparazione sia partito già due anni fa all’interno del Tavolo Provinciale delle disabilità. La Presidente del Consorzio, l’avvocata Carla Giobergia, ha ricordato l’importanza della collaborazione in questa fase: la provincia di Cuneo, infatti, è attualmente uno dei territori di sperimentazione attiva (insieme ad Asti, Torino e Alessandria) per testare l’efficacia del nuovo modello

“Per noi è stata un’opportunità importante per parlare di diritti, di partecipazione ma, soprattutto, di desideri”, conclude Fabrizio Serra. “Un modo per ascoltare esperienze vissute, vere, dalla voce di chi, quotidianamente, è al fianco delle persone con disabilità o direttamente dalle persone con disabilità, che, come abbiamo potuto vedere, hanno espresso quel che è il loro pensiero sul progetto di vita.”

Più che seminari, momenti di incontro e di fiducia

Se c’è una cosa che questo percorso ci ha insegnato, è che la fiducia si costruisce anche (e soprattutto) attraverso la bellezza dello stare insieme. Come evidenziato da Fabrizio Zucca, formatore e psicoterapeuta, i seminari sono stati innanzitutto dei momenti di festa.

L’accoglienza e i coffee break sono stati curati direttamente dagli studenti degli istituti alberghieri locali o dalle persone coinvolte in progetti sociali del territorio. Questo ha facilitato gli scambi informali, risate e relazioni immediate tra operatori delle ASL, dei servizi sociali, della scuola, famiglie e cittadini. 

“La bellezza di questa esperienza è risieduta proprio nella condivisione autentica”, racconta Gianluca Solito, psicologo, analista del comportamento e formatore. “Come Fondazione Paideia, abbiamo portato lo sguardo e le parole di ragazzi e ragazze con disabilità attraverso un video-racconto che ha offerto una chiave di lettura potente e immediata, permettendo anche a chi fa più fatica a prendere parola in pubblico di esprimere chiaramente le proprie idee e i propri sogni.”

Progettare il domani senza limiti di partenza

La strada da fare è ancora lunga: ci sono procedure nazionali da chiarire e risorse stabili da trovare. Ma se il punto di partenza è questo clima di calore, fiducia e collaborazione, allora abbiamo ottime ragioni per guardare avanti con coraggio.

Come ci ricorda Gianluca Solito, l’invito più forte è quello di non porsi limiti a priori: “Parlare di disabilità non significa arrendersi alle definizioni mediche, ma riconoscere gli ostacoli per superarli, concentrandosi sui sogni, sui desideri e sulle reali possibilità di crescita. Significa fare un passo alla volta, insieme.”