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A 26 anni, con una laurea triennale in servizio sociale e una magistrale appena conclusa, Matilde cercava un’opportunità per mettersi alla prova. In attesa dell’esame di stato per diventare assistente sociale, voleva un’esperienza che unisse la flessibilità per continuare a studiare al desiderio di fare qualcosa di concreto e utile per gli altri. Leggendo il bando del Servizio Civile Agricolo, ha deciso di informarsi sulla realtà della Fattoria Sociale Paideia, scoprendo così tutto il mondo che si nascondeva dietro le attività della Fondazione.
Oggi, a pochi mesi dalla conclusione del suo anno di servizio, Matilde ci racconta la sua esperienza in Fattoria: “Mi sono ritrovata proprio in un bel posto, i colleghi e le colleghe sono stati fin da subito molto gentili e disponibili. Sono un po’ dispiaciuta che questo percorso stia per finire.”
Nonostante un passato attivo nel volontariato – dai doposcuola ai centri estivi – la disabilità rappresentava per Matilde un’area ancora inesplorata nel suo percorso: “Ho scoperto proprio un mondo nuovo e un’area in cui mi piacerebbe anche lavorare in futuro.” Il suo consiglio per i giovani e le giovani che si affacciano a realtà simili è proprio quello di non spaventarsi di fronte a ciò che non si conosce, perché potrebbe rivelarsi un ambito in cui ci si scopre capaci e appassionati.
Il valore della rete: l’incontro con Paideia
Come si svolge una giornata al Servizio Civile Agricolo? “Una giornata tipo in realtà non c’è!”, ci confessa Matilde. Al suo arrivo, la priorità è sempre il benessere degli animali: controllare l’ordine e dare da mangiare agli asini e alle galline. “L’esperienza in Fattoria è molto dinamica, ho avuto modo di sperimentare varie attività, sia a contatto con le persone che di gestione della quotidianità in Fattoria, con gli animali e nei campi. Ho sempre vissuto in campagna e a contatto con gli animali, ero già a mio agio in un contesto agricolo ed è stato molto stimolante per me imparare tante cose.”
Le mansioni sono state tantissime e variegate: dalla raccolta dei frutti, all’accoglienza delle scuole per le attività didattiche: “In Fattoria è difficile annoiarsi!”
Sperimentare la bellezza della condivisione all’aria aperta, acquisire nuove competenze sul campo e contribuire ogni giorno al benessere degli animali che popolano la fattoria: fare il Servizio Civile alla Fattoria Sociale Paideia significa vivere un’esperienza formativa e umana, in un contesto accogliente e immerso nel verde.
Se hai tra i 18 e i 28 anni e desideri metterti in gioco in un progetto che unisce natura, agricoltura sociale e accoglienza, leggi il nuovo bando e scopri come partecipare.
L’agricoltura come strumento di inclusione
Uno degli aspetti che ha colpito maggiormente Matilde è come la dimensione agricola e quella sociale si intreccino alla perfezione in Fattoria. L’agricoltura diventa un vero e proprio “punto di incontro” per l’inclusione sociale, sia nelle attività aperte al pubblico che nei progetti di inserimento sociale, lavorativo e formativo, offrendo a tutti reali opportunità di crescita e autonomia con percorsi concretamente attivati sul campo.
Tra i ricordi più belli di quest’anno per Matilde c’è sicuramente il Centro Estivo di Fondazione Paideia: “È stato molto impegnativo, ma mi ha lasciato tanto. Ogni giorno partecipavano tanti bambini e bambine. Sono contenta di essere riuscita a gestire la situazione e di aver fatto vivere loro la Fattoria e la sua quotidianità, attraverso i laboratori didattici e le esperienze all’aria aperta”. E a proposito dei bambini, Matilde ricorda divertita il loro stupore nello scoprire che “le more non si trovano solo al supermercato, ma crescono sui cespugli!”.
Ripensando al percorso intrapreso, Matilde descrive l’esperienza del Servizio Civile come un mix di sensazioni positive. È stata prima di tutto un’occasione per stringere belle amicizie, grazie al clima di collaborazione e sostegno instaurato sia con i colleghi che con gli ospiti. “Mi sono sentita una vera risorsa e sono molto cresciuta dal punto di vista umano. È un percorso formante e una vera occasione di conoscenza, di se stessi e degli altri. Un’esperienza che tutti dovrebbero fare”.
Da qui a gennaio, quando terminerà il suo Servizio Civile, c’è ancora il tempo per Matilde di godersi gli ultimi mesi in Fattoria, magari sperando di vedere la prima neve. Ciò che è certo è che uscirà da questa esperienza non solo con nuove competenze pratiche, ma anche con una maggiore sicurezza in se stessa, utile per affrontare il suo futuro professionale.
Un grande in bocca al lupo a Matilde per il suo futuro e grazie per aver condiviso con noi il suo percorso!