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“Da dove posso iniziare?”, chiede Malvina quando si siede al tavolo. “Da dove vuoi”, la rassicura Federica, educatrice dell’area accoglienza e sostegno famiglie. Lei sorride. “Forse da quando vi ho conosciuto: Etien aveva sei anni, da poco ci stavamo confrontando con l’autismo e ci hanno parlato di Paideia.”
Malvina, mamma di Etien e Mattia, 11 e 9 anni, rompe il ghiaccio così. E inizia a raccontarsi. “Abbiamo cominciato con la logopedia per Etien, ma al Centro si sono aggiunti poi gli incontri di supporto psicologico per me e le attività per siblings rivolte a Mattia. Ci hanno dato modo di capire che fin dall’inizio Paideia si offriva di prendersi cura di tutti noi.”
Dopo il primo periodo c’è stato spazio per alcune occasioni di relax, come le esperienze in natura. “Siamo stati tra le famiglie che hanno usufruito della casa in montagna a Prali: una bellissima esperienza, tra passeggiate, picnic e tutta la tranquillità possibile. E poi c’è lo sport, Etien ha imparato a nuotare in Paideia. Ogni volta che andiamo al Centro lui chiede di tornare, perché si sente tranquillo e amato.”
Poi, due anni fa, la prima possibilità di partecipare a Estate Paideia. “Eravamo pronti a partire, ma Mattia, il fratellino di Etien, si è rotto il braccio. Così ho chiamato Federica e abbiamo dovuto rinunciare, a malincuore. Finalmente, l’anno scorso, abbiamo vissuto la nostra prima Estate Paideia. L’ho raccontato a tutti i nostri amici, che bellissima esperienza è stata: non solo rivolta ai bambini o ai ragazzi, ma anche a tutti noi genitori.” Quando le chiediamo qual è stata la cosa più importante esita un poco, perché l’emozione prende il sopravvento. “Il fatto di stare tutti insieme, in un ambiente dove tutti ti capiscono, dove non devi spiegare nulla.”
A volte, proprio il confronto con il mondo può essere un capitolo molto faticoso. “Da quando ha cinque o sei anni Etien urla, con forza. Quando sei in giro magari gli altri girano la testa, all’inizio era molto difficile e capita anche che le persone ti dicano cose spiacevoli. Una volta, quando Etien era più piccolo, eravamo in treno, lui faceva i versi e a un certo punto un signore si è lamentato: ‘dì al bambino di stare zitto, è maleducato’. Io gli ho risposto ‘non è maleducato, è autistico’. È arrossito, si è seduto, ed è stato zitto tutto il tempo. Ecco, io ho lavorato su me stessa e ora patisco meno queste situazioni, trovo solo che ci sia tanta ignoranza. Oggi ci sono tante disabilità, è preoccupante che la gente non conosca, non sappia, non si fermi a riflettere prima di intervenire.”
Tornando all’Estate, Malvina sottolinea il valore del gruppo. “Siamo rimasti in contatto con altre famiglie che abbiamo conosciuto l’anno scorso, ogni tanto ci sentiamo ed è molto bello. In vacanza ognuno può dare qualcosa all’altro, si dice ‘io ho fatto così’, ‘hai già provato questo?’, c’è uno scambio di pensieri. Nostro figlio ci chiede delle persone che abbiamo conosciuto lì, non vediamo l’ora di tornare e ritrovare degli amici.”
La famiglia di Malvina, infatti, parteciperà alla prima settimana di Estate Paideia 2024, a inizio luglio, che aprirà il programma di sei cicli di vacanza, per un totale di 48 famiglie coinvolte. Lo spazio, ancora una volta, sarà quello di Orsolina Art Foundation a Moncalvo, immersa tra le colline astigiane. Un’esperienza che avrà uno sguardo dedicato, come sempre, anche ai fratelli e alle sorelle di bambini con disabilità, come Mattia. “Lui e Etien hanno un bel legame: quando era più piccolo chiedeva ‘ma parlerà? Come sarà mio fratello da grande?’ e oggi, a quasi 10 anni, sicuramente è più consapevole, grazie anche ai percorsi che ha fatto con Paideia e con gli altri fratelli. Lui va in un’altra scuola rispetto ad Etien, è stata una scelta precisa perché essendo molto protettivo non volevamo che si caricasse di troppe preoccupazioni rispetto a suo fratello a scuola e che fosse sereno, con i suoi spazi. E a proposito di questo l’Estate Paideia – sottolinea Malvina – è una bella occasione di confronto anche tra fratelli e sorelle.”
Quest’anno, oltre a Malvina, riuscirà a partecipare alla vacanza anche Ermal, il papà di Etien e Mattia. “Lo scorso anno purtroppo doveva lavorare così ci ha raggiunto soltanto qu