Non solo un Festival, ma una comunità in movimento: il bilancio della quarta edizione di “Insieme – il Festival di Paideia”

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Non solo un Festival, ma una comunità in movimento: il bilancio della quarta edizione di “Insieme – il Festival di Paideia”

Il sipario è appena calato, ma l’energia e l’emozione sono ancora vivissime.
Dal 18 al 20 settembre, Torino ha ospitato la quarta edizione di “Insieme – Il Festival di Paideia”, tre giornate che hanno riempito il Centro Paideia e Piazza Arbarello di storie, sorrisi, riflessioni e tanta voglia di partecipazione.
Il cuore di questa edizione è stato affermare l’importanza delle relazioni, dell’autodeterminazione e del diritto alla cittadinanza attiva, elementi indispensabili per una comunità realmente accessibile a tutte e tutti. Perché sono ancora tanti i pregiudizi e gli stereotipi che permeano il nostro vivere quotidiano e la strada per costruire una società più responsabile e attenta a ogni persona è ancora lunga.

Ad aprire il Festival, venerdì 18, sono stati i workshop tematici di approfondimento e confronto, pensati per condividere strumenti e competenze operative. Tra i momenti centrali della giornata, l’intervento di Fabrizio Acanfora che, in dialogo con Rosa Bellacicco nel talk “A fin di bene”, ha aperto una riflessione fondamentale sull’abilismo come sistema strutturale. Non solo isolati atti discriminatori, ma una norma culturale che definisce quali corpi, menti, sensi e modalità relazionali siano considerati “ordinari”, condizionando le relazioni sociali e le opportunità di vita.

Voci e storie: il cuore dei talk in Piazza Arbarello

Il programma in Piazza Arbarello si è sviluppato attorno al dialogo aperto e all’esperienza diretta, mettendo in primo piano analisi, testimonianze e progettualità per il futuro, portando così al centro della discussione visioni, istanze e proposte concrete.

Sotto l’attenta e coinvolgente guida di Mary Cacciola, voce di Radio Capital e conduttrice degli incontri, abbiamo attraversato temi complessi con profondità. Con Donata Columbro abbiamo esplorato il ruolo dei dati come strumento per dare visibilità alle persone e alle comunità: “essere contati” è fondamentale per essere riconosciuti, far parte della narrazione collettiva ed essere considerati nelle scelte pubbliche.

Nel panel “Caregiver tra palco e realtà”, con Daniele Albiero, Cecilia Sorpilli, Lisa Orrico e il contributo di Simona De Ciero e Donata Columbro, è emersa la necessità di ascoltare le storie di chi vive la disabilità per comprenderne i reali bisogni e rispondere con servizi concreti e una rete multidisciplinare a supporto della quotidianità. Perché una persona con disabilità è tutt’altro che “fragile” come spesso viene definita: spesso lo è invece il contesto che la circonda.

Nel pomeriggio ci siamo immersi nelle delicate dinamiche dei siblings, i fratelli e le sorelle delle persone con disabilità, a partire dalle pagine del romanzo “Adattarsi” con la scrittrice Clara Dupont-Monod, accompagnata dallo psicologo psicoterapeuta Andrea Dondi e da Petunia Ollister.

Abbiamo affrontato a viso aperto gli stereotipi sulle relazioni e l’affettività nel talk “Coppia mista”, un incontro partecipato in cui le coppie formate da Valentina Tomirotti con Michele Michelazzo e da Francesco Canale con Naomi Endo si sono raccontate con autenticità, dimostrando quanto la quotidianità e la complicità vadano oltre gli stereotipi e lo sguardo esterno.

La giornata si è conclusa con il celebre cantautore Eugenio Finardi, protagonista del talk “Terrestri e ribelli”, un viaggio tra ricordi di vita, identità, parole ed emozioni.

Domenica mattina si è aperta attivando corpo e mente con una rigenerante lezione di pilates curata da Anna Mangano per poi tuffarci nella creatività con Roberta Rossetti – Il t-rex a pois e Lorenzo Naia – La Tata Maschio in un laboratorio artistico partecipato, in cui bambini e adulti hanno usato le proprie ombre per dare forma a una città ideale.

A seguire, Alessandra Racca – La Signora dei calzini ha guidato un magnifico coro parlante poetico, dando ritmo, voce e corpo alla parola.
Nel pomeriggio, Selene Baiano e Simone Valentino sono saliti sul palco con “Miele e i colori del vento” (dalla raccolta “Fiabe inarrestabili”), raccontando l’amicizia tra un piccolo Yorkshire e la sua padroncina Ines: una storia sulla forza interiore e sulla bellezza delle differenze che ha coinvolto attivamente tutto il pubblico.

A seguire il palco ha accolto l’intervento dello stand-up comedian Emanuele Tumolo, che con il suo intervento “Troppi trip” ha portato una sferzata di ironia sul palco del Festival, dimostrando che le risate possono aiutare ad abbattere i tabù e superare i pregiudizi.

Il gran finale è stato affidato ad Arturo Brachetti, che ha incantato la piazza con un racconto sulla sua vita tra trasformismo e umanità. Un viaggio tra il potere delle maschere e la meraviglia di scoprire che ciascuno di noi racchiude un potenziale unico che aspetta solo di essere espresso.

Una piazza viva e aperta a tutti

In questa quarta edizione, Piazza Arbarello è stata il palcoscenico di una grande festa aperta a tutta la città.
Tra laboratori creativi, letture animate e attività sportive, lo spazio pubblico si è riempito dell’energia della comunità: c’è chi ha creato nuovi mondi con la fantasia, chi si è messo in gioco con lo sport, chi ha sperimentato percorsi sensoriali, chi ha sfogliato un libro in simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e chi ha condiviso la bellezza di stare insieme a ritmo di musica.

Dalle officine creative alla cianotipia e al fumetto, fino alle esplorazioni sonore di “Passi Sonori!”, l’area della piazza ha offerto occasioni continue di sperimentazione per bambini, bambine e famiglie, riaffermando il valore dello sport e del gioco condiviso come linguaggi universali di incontro e partecipazione.

Grazie di cuore a tutte e tutti!

La forza di “Insieme” sta prima di tutto nelle persone che lo attraversano e lo vivono.

Il nostro grazie più grande va a tutto il pubblico – famiglie, bambine e bambini, ragazzi, ragazze e cittadini – che ha riempito Piazza Arbarello e il Centro Paideia con entusiasmo, curiosità e ascolto partecipe. Un grazie speciale a tutti gli ospiti e le ospiti che sono saliti sul palco condividendo storie, competenze, esperienze e prospettive offrendo spunti di riflessione e strumenti di confronto.

Un riconoscimento sentito va alle nostre volontarie e volontari, presenza costante, energia inesauribile e punto di riferimento prezioso in piazza durante tutte le giornate, ad Andrea Guermani, il nostro instancabile fotografo, agli amici della Libreria Borgopò, e a Mary Cacciola, che ha guidato i talk con profonda sensibilità e professionalità,

Infine, il Festival non sarebbe stato possibile senza la fiducia e il sostegno delle realtà che hanno creduto nel nostro percorso. Ringraziamo gli sponsor GSI – Gestione Servizi Integrati Srl, Gruppo Fenera e Battaglio Frutta, i Food & Beverage Partner: Galup, M** Bun, Molecola, Alberto Marchetti Gelaterie, Acqua Eva, Settimo Miglio. Gli Amici del Festival: Borgione, Price’s Candles e REAR. Con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino.

Grazie a Idee al Lavoro e CulturAbile – Audiodescrizione e Sottotitolazione per il prezioso sostegno artistico e tecnico.

Il Festival di Paideia nasce per creare uno spazio aperto a tutte e tutti dove poter dialogare, riflettere, stare bene insieme e cambiare prospettiva sulla disabilità. Per dare vita a una comunità in cui ogni persona possa partecipare ed essere valorizzata. Per generare un cambiamento, insieme.

La quarta edizione di “Insieme” si conclude qui, ma non la sfida di rendere la società uno spazio aperto a tutte e tutti. È un lavoro che, come Fondazione Paideia, cerchiamo di portare avanti ogni giorno, ma che richiede l’attenzione e la partecipazione di ciascuno di noi. Grazie a tutti coloro che sono passati a trovarci e che vorranno continuare questo percorso, insieme.

 

Tutte le foto sono di Andrea Guermani.